Contenuto della pagina

 Sepino

La proposta di candidatura del Polo museale molisano accorpa due realtà che, partendo dalla comune origine romana, offrono un panorama molto diverso dell’archeologia regionale.

  • l'area archeologica di Sepino
  • il Museo di Venafro
L’area archeologica di Sepino, immersa nella campagna molisana, conserva le rovine dell’antica Altilia-Saepinum. La città romana sorge all'incrocio di due importanti strade: il tratturo Pescasseroli-Candela e la strada che scende dal Matese e continua in direzione della fascia costiera. Si conservano l’intero impianto urbano, con la cinta muraria e le porte di ingresso, strade, edifici, case, templi, il foro, il teatro. Il luogo è tuttora frequentato da pastori e contadini che vivono in abitazioni rurali costruite in parte sui resti della città romana; negli edifici costruiti sulla cavea del teatro è ospitato un antiquarium.
 
Il Museo di Venafro è ubicato nell’ex convento delle Clarisse di Venafro (sec. XVII). Tra i pezzi più significativi, la statua di Venere detta di Venafro (II sec. d.C.) e la Tavola Acquaria di età augustea.
I risultati dell’Analisi di prefattibilità indicano che Sepino e Venafro, pur meritevole di interventi pubblici, non hanno le caratteristiche per poter essere considerate un Polo Museale di Eccellenza.
Si propone un piano di recupero degli edifici rurali di Sepino che prevede:
  • la realizzazione di un campo-scuola interuniversitario
  • la creazione di un laboratorio permanente di archeologia
  • un miglioramento e ampliamento degli spazi espositivi del Museo di Venafro.
 

 

 

 
 
Accesso area riservata
user

password