L’Antiquarium di Boscoreale ospiterà fino al 20 dicembre prossimo la mostra didattica "I calchi".
Organizzata dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, l’iniziativa è dedicata alle vittime dell’eruzione che distrusse Pompei nel 79 d.C.
Si potranno ammirare il calco di cane della Casa di Orfeo, quello di un maiale e quello di una donna rinvenuta nella Villa della Pisanella di Boscoreale – in esposizione permanete all’Antiquarium – ma anche altri calchi umani realizzati a Pompei, in copia o in originale, con il metodo inventato da Giuseppe Fiorelli, direttore degli scavi di Pompei dal 1861 al 1875. Il metodo di Fiorelli, prevedeva una colata di gesso liquido nella cavità lasciata dal corpo nel materiale vulcanico, che consentiva così di recuperare l'immagine delle vittime dell'eruzione.
Tra i calchi esposti anche quello di un intero gruppo familiare dalla Casa del Bracciale d’oro e quello di un bambino ritrovato nelle vicinanze della stessa casa. Inoltre, dalla Casa del Criptoportico il calco di un uomo in cui sono evidenti le tracce dei calzari con i resti delle borchie in ferro, e quello dell’uomo caduto dalle scale durante la fuga dalla Casa di Fabio Rufo.
Per maggiori informazioni: I calchi
“Virtù e bellezza nel mondo femminile antico”. Questo il titolo della mostra che si terrà a Melfi, presso il Museo Archeologico Nazionale del Vulture e Melfese “Massimo Pallottino” fino al 30 aprile.
Il percorso espositivo guiderà i visitatori alla scoperta della donna nella Basilicata antica, attraverso una serie di reperti archeologici. Gli oggetti, provenienti dalle necropoli dei più importanti siti della Basilicata nord-orientale, sono riconducibili al mundus muliebris nelle sue caratteristiche peculiari quali l’operosità e la bellezza.
La mostra è visitabile il lunedì, dalle 14.00 alle 20.00 e dal martedì alla domenica, dalle 9.00 alle 20.00, al costo di 2,50 euro. Dal 16 al 25 aprile, inoltre, in occasione della XII settimana della cultura, l’ingresso sarà gratuito.
Valorizzare e promuovere il patrimonio culturale della Sicilia, potenziando l’attrattività delle aree archeologiche e dei musei presenti sul territorio, per farne la principale leva dello sviluppo sociale ed economico territoriale. Questo l’oggetto del protocollo d’intesa recentemente siglato tra la Regione Siciliana, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC) e il Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica del Ministero dello Sviluppo Economico (DPS).
Offrire ai giovani studenti l'opportunità di sperimentare il "mestiere dell'archeologo". Questo l’obiettivo dell’iniziativa promossa dall’Assessorato alla cultura della Provincia di Cosenza, in collaborazione con l’Associazione Itineraria Bruttii Onlus di Rende e la Direzione del Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria.
L’iniziativa, che prevede la realizzazione di laboratori didattici presso il Parco Archeologico di Sibari, è gratuita ed è rivolta a tutti gli alunni delle scuole secondarie di I grado della provincia di Cosenza.
Visite guidate per scoprire e vivere i reperti archeologici di Locri. E’ quanto accade al Museo Archeologico Nazionale di Locri Epizefiri, dove in occasione delle nuove campagne di scavo previste nell’area di Locri, sarà possibile seguire il lavoro degli esperti sui reperti dallo scavo, al restauro fino all’esposizione.
A partire dal 24 aprile, invece, si potrà ammirare la Collezione Candida che verrà allestita in modo permanente al Museo Nazionale di Locri. Si tratta di una collezione costituita da importanti reperti archeologici locresi rinvenuti nella proprietà di Domenico Candida, ricco proprietario terriero, tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento
Tornano in Italia dal Metropolitam Museum of Art di New Yorkgli argenti del ''tesoro di Morgantina'' dal nome della città siciliana dove furono rinvenuti da scavatori clandestini.
La vigna di Dioniso. Vite, vino e culti in Magna Grecia. Questo il titolo della mostra archeologica inaugurata il 18 marzo al pianterreno del MARTA, il Museo nazionale archeologico di Taranto.
Il 25 febbraio il team di Invitalia ha effettuato un sopralluogo nell’ex mattatoio di Borgo Rivera che ospiterà le opere del Museo Nazionale d’Abruzzo. L’Agenzia è stata infatti incaricata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC) e dal Ministrero dello Sviluppo Economico (MiSE) di utilizzare una quota della dotazione finanziaria del “Progetto pilota Poli museali di eccellenza nel Mezzogiorno” per finanziare le opere di allestimento della sede provvisoria del Museo.
I locali dell’ex mattatoio, di proprietà del comune, sono stati concessi in comodato d’uso gratuito per l’intero periodo dei lavori di restauro della sede storica del Museo, il Castello Spagnolo, seriamente danneggiato dal sisma del 6 aprile.
Il 4 marzo è stato inaugurato nei suggestivi ambienti del Carcere Alto di Castel Sant’Elmo Napoli Novecento, un nuovo spazio espositivo dedicato alla pittura, alla scultura e alle sperimentazioni grafiche che hanno caratterizzato la produzione partenopea nel secolo scorso.
Il museo è stato inaugurato con la mostra Napoli Novecento (1910-1980). Per un museo in progress, che raccoglie circa 170 opere realizzate da 90 artisti partenopei, con l’aggiunta anche di alcuni artisti non napoletani che, con ruoli diversi, furono attivi nella città. Il percorso espositivo è articolato in sezioni cronologiche: si parte dal Futurismo, con opere di Marinetti, Cangiullo e Depero, per arrivare al secondo dopoguerra, con il Gruppo Sud, il primo momento di avanguardia a Napoli, fino a Francesco Clemente, Ernesto Tatafiore, Luigi Mainolfi e Giuseppe Maraniello, Nino Longobardi e altri.
Nato da un progetto di Nicola Spinosa – ex soprintendente speciale del Polo museale napoletano – e curato da Angela Tecce, direttrice del complesso di Castel Sant’Elmo, il museo intende raccontare, attraverso una selezione condotta con metodo storico-critico, quanto realizzato a Napoli nel corso del Novecento nel campo della produzione artistica.
Entrano nel vivo le operazioni di valorizzazione dei simboli della Magna Grecia, attraverso l’impiego delle tecnologie più innovative. Dopo una pulizia generale della superficie, i Bronzi sono stati infatti sottoposti prima a una TAC e poi a rilevamenti mirati con raggi gamma con l’obiettivo di verificarne lo stato di conservazione.
Le indagini gammagrafiche, durate dall’8 al 13 marzo, permetteranno di valutare l’intervento di restauro più adeguato, che partirà all’inizio di aprile.
Tutte le operazioni di risanamento si terranno nella sala Monteleone di Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale, dove è stata allestita una gigantesca teca trasparente che consentirà al pubblico di seguire il lavoro degli esperti.
Nato da esigenze di natura conservativa, l’intervento rappresenta anche una straordinaria occasione per comprendere più da vicino la storia dei due capolavori. Il team di lavoro proverà a sciogliere alcuni nodi sui quali esperti e appassionati di arte antica dibattono ormai da tempo, dall'origine delle due statue fino al motivo del viaggio che stavano affrontando, quando la nave che le trasportava affondò davanti alle coste calabre.
A partire da marzo, Pompei ha aperto il suo auditorium al Teatro di San Carlo con un ciclo di balletti e concerti gratuiti riservati agli studenti, per raccontare la musica e la danza ai tempi di Pompei. I prossimi appuntamenti sono il 9 e 12 marzo con “Gli ottoni del S. Carlo”; il 20 e 23 aprile con “Nel mondo delle Fiabe”; il 13 e 14 maggio, con il coro del Teatro di San Carlo ne “Le lingue d’Europa”. Gli spettacoli sono abbinati ad una visita tematica sul teatro, la musica e la danza in epoca romana.
POMPEI VIVA è il programma per l’area archeologica di Pompei per il 2010 che mira a promuovere conoscenza, tutela e valorizzazione di uno dei siti archeologici più straordinari del mondo.
Sono 33 le tesi presentate a Invitalia alla chiusura del bando di concorso che assegnerà 4 premi di 5.000 euro ciascuno alle migliori tesi incentrate sui temi della conservazione, valorizzazione e innovazione gestionale dei musei, dei siti archeologici o dei sistemi museali del Mezzogiorno.
Il concorso, bandito a settembre in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC) e il Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione economica (DPS) del Ministero dello Sviluppo Economico, si inserisce nell’ambito delle attività del Progetto “Poli Museali di Eccellenza nel Mezzogiorno”, che nasce per promuovere e valorizzare le eccellenze museali nel Mezzogiorno quali leve per lo sviluppo territoriale e punta ad individuare per ciascuna regione i musei e le aree archeologiche che, per valore intrinseco, notorietà ed unicità del patrimonio culturale, possano candidarsi a svolgere un ruolo di attrattori turistico-culturali.
Con la chiusura del bando, il 31 gennaio 2010, si apre pertanto la fase di valutazione degli elaborati che assegnerà i premi a tesi di laurea, di vecchio e nuovo ordinamento, specializzazione, master o dottorato discusse in tutte le Università italiane nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 e il 31 dicembre 2009.