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 News marzo 10

L’Antiquarium di Boscoreale ospiterà fino al 20 dicembre prossimo la mostra didattica "I calchi". 

Organizzata dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, l’iniziativa è dedicata alle vittime dell’eruzione che distrusse Pompei nel 79 d.C.

Si potranno ammirare il calco di cane della Casa di Orfeo, quello di un maiale e quello di una donna rinvenuta nella Villa della Pisanella di Boscoreale – in esposizione permanete all’Antiquarium – ma anche altri calchi umani realizzati a Pompei, in copia o in originale, con il metodo inventato da Giuseppe Fiorelli, direttore degli scavi di Pompei dal 1861 al 1875. Il metodo di Fiorelli, prevedeva una colata di gesso liquido nella cavità lasciata dal corpo nel materiale vulcanico, che consentiva così di recuperare l'immagine delle vittime dell'eruzione.

Tra i calchi esposti anche quello di un intero gruppo familiare dalla Casa del Bracciale d’oro e quello di un bambino ritrovato nelle vicinanze della stessa casa. Inoltre, dalla Casa del Criptoportico il calco di un uomo in cui sono evidenti le tracce dei calzari con i resti delle borchie in ferro, e quello dell’uomo caduto dalle scale durante la fuga dalla Casa di Fabio Rufo. 

Per maggiori informazioni: I calchi

 
 
Un viaggio tra scienza e mito alla scoperta di un sito archeologico visitato ogni anno da oltre due milioni di persone. È “Pompei e il Vesuvio. Scienza, conoscenza ed esperienza”, la mostra inaugurata all’Anfiteatro pompeiano il 30 marzo e visitabile gratuitamente fino al 1 agosto.
 
L’allestimento, a metà tra la mostra e il laboratorio, ha un duplice obiettivo: presentare e approfondire le tematiche connesse alla storia di Pompei e all’evoluzione degli scavi; sensibilizzare e diffondere, attraverso moderne tecnologie, una cultura della prevenzione del rischio vulcanico.
 
Cinque le sezioni espositive. La prima è dedicata al Vesuvio, con suggestive riproduzioni, antichi documenti d’archivio, campioni di rocce, filmati e fotografie delle più devastanti eruzioni.
La seconda sezione è riservata all’ultimo giorno di Pompei, in una narrazione storica, scientifica, letteraria, visiva e virtuale che ricostruisce gli ultimi istanti della città nel 79 d.C.
Il percorso prosegue con la storia degli scavi - 250 anni di ricerche - che hanno portato al rinvenimento delle antiche vestigia sepolte.
Segue il punto informativo, nel quale il visitatore può personalizzare il suo itinerario all’interno dell’area archeologica in piena autonomia
Un’ultima grande sezione è dedicata al “Laboratorio di esperienze”, una vasta area in cui sono allestiti macchinari e supporti didattici, tra cui una speciale tavola sismica “vibrante” in grado di simulare il terremoto e gli effetti dei diversi fenomeni naturali, utili a sensibilizzare i cittadini ai temi del rischio sismico e vulcanico.
 
 
 

Virtù e bellezza nel mondo femminile antico”. Questo il titolo della mostra che si terrà a Melfi, presso il Museo Archeologico Nazionale del Vulture e Melfese “Massimo Pallottino” fino al 30 aprile.

Il percorso espositivo guiderà i visitatori alla scoperta della donna nella Basilicata antica, attraverso una serie di reperti archeologici. Gli oggetti, provenienti dalle necropoli dei più importanti siti della Basilicata nord-orientale, sono riconducibili al mundus muliebris nelle sue caratteristiche peculiari quali l’operosità e la bellezza.

La mostra è visitabile il lunedì, dalle 14.00 alle 20.00 e dal martedì alla domenica, dalle 9.00 alle 20.00, al costo di 2,50 euro. Dal 16 al 25 aprile, inoltre, in occasione della XII settimana della cultura, l’ingresso sarà gratuito.   

 
 

Valorizzare e promuovere il patrimonio culturale della Sicilia, potenziando l’attrattività delle aree archeologiche e dei musei presenti sul territorio, per farne la principale leva dello sviluppo sociale ed economico territoriale. Questo l’oggetto del protocollo d’intesa recentemente siglato tra la Regione Siciliana, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC) e il Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica del Ministero dello Sviluppo Economico (DPS).

In particolare, MiBAC, MISE-DPS e Regione Siciliana si impegnano a collaborare per il raggiungimento degli obiettivi e la realizzazione degli interventi previsti dal “Progetto pilota Poli museali di eccellenza del Mezzogiorno” – gestito da Invitalia – per i Poli museali di Palermo, Trapani e Ragusa-Siracusa.
 
In base all’accordo, inoltre, MiBAC, MISE-DPS e Regione Siciliana avvieranno un piano regionale per il rilancio del patrimonio archeologico e museale del territorio, che non solo permetterà di migliorarne la fruizione e la gestione, ma avrà anche l’obiettivo di sostenere l’integrazione tra sistemi di offerta differenti e potenziare le filiere produttive.
 
Nella seconda metà di marzo, alla presenza del dott. Gregorio Angelini in rappresentanza del MiBAC, dell’ing. Aldo Mancurti, Capo Dipartimento delle politiche di sviluppo del MiSE, dell’Assessore ai Beni culturali e all’Identità siciliana Gaetano Armao e dell’arch. Gesualdo Campo, Dirigente Generale del Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, in occasione di un primo incontro tenutosi presso la sede dell’UVAL – DPS, sono state condivise le modalità attuative del protocollo d’intesa e definiti i prossimi passi operativi. In seguito, presso la sede dell’Assessorato Regionale a Palermo si è svolto un ulteriore incontro con gli attori locali coinvolti nello sviluppo progettuale del Polo museale di Palermo.
 
 

Offrire ai giovani studenti l'opportunità di sperimentare il "mestiere dell'archeologo". Questo l’obiettivo dell’iniziativa promossa dall’Assessorato alla cultura della Provincia di Cosenza, in collaborazione con l’Associazione Itineraria Bruttii Onlus di Rende e la Direzione del Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria.

L’iniziativa, che prevede la realizzazione di laboratori didattici presso il Parco Archeologico di Sibari,  è gratuita ed è rivolta a tutti gli alunni delle scuole secondarie di I grado della provincia di Cosenza.

 
Per maggiori informazioni:
 
 

Visite guidate per scoprire e vivere i reperti archeologici di Locri. E’ quanto accade al Museo Archeologico Nazionale di Locri Epizefiri, dove in occasione delle nuove campagne di scavo previste nell’area di Locri, sarà possibile seguire il lavoro degli esperti sui reperti dallo scavo, al restauro fino all’esposizione.  

I visitatori potranno accedere anche al laboratorio allestito nel Museo per la ristrutturazione della statua del "Togato di Petrara " e conoscere le tecniche di restauro impiegate. La statua, ritrovata a Locri nel 2003, risale al I sec. d.C. e ritrae un magistrato del municipium locrese.
 
Sarà inoltre possibile realizzare un percorso guidato lungo le mura di Locri Epizefiri fino al Casino Macrì e al Museo. 

A partire dal 24 aprile, invece, si potrà ammirare la Collezione Candida che verrà allestita in modo permanente al Museo Nazionale di Locri. Si tratta di una collezione costituita da importanti reperti archeologici locresi rinvenuti nella proprietà di Domenico Candida, ricco proprietario terriero, tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento

 
 

Tornano in Italia dal Metropolitam Museum of Art di New Yorkgli argenti del ''tesoro di Morgantina'' dal nome della città siciliana dove furono rinvenuti da scavatori clandestini.

Grazie ad un accordo tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il museo statunitense, gli argenti verranno esposti a Roma al Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo fino al 23 maggio. Poi torneranno in Sicilia dove, dal 4 giugno, saranno esposti al Museo Archeologico Regionale "Antonino Salinas" di Palermo.
 
Grandi coppe d’argento dorato, preziose brocche, pissidi, e anche due grandi corna da elmo: in tutto 16 preziosi oggetti, diversi per fattura e provenienza, che gli esperti giudicano tra i più raffinati argenti ellenistici della Magna Grecia.
 
Trafugato dalla Sicilia dove nel III secolo a.C. era stato seppellito per nasconderlo al saccheggio dei soldati romani, il tesoro fu poi venduto al Metropolitan di New York, nel 1984, dal commerciante Robert Hecht per 2 milioni e 700 mila dollari.
Qualche anno fa però le indagini del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri, insieme alle ricerche archeologiche condotte da Malcolm Bell III e agli studi specialistici di Pier Giovanni Guzzo, hanno chiarito la provenienza degli oggetti da scavi clandestini nell’antica città siculo-greca di Morgantina. Da qui la richiesta al museo americano, che alla fine ne ha deciso la restituzione con un accordo firmato nel 2006.
 
 

La vigna di Dioniso. Vite, vino e culti in Magna Grecia. Questo il titolo della mostra archeologica inaugurata il 18 marzo al pianterreno del MARTA, il Museo nazionale archeologico di Taranto.

Nata nell’ambito delle iniziative collegate al XLIX Convegno internazionale di studi sulla Magna Grecia, la mostra è stata organizzata dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia in collaborazione con l’Istituto per la Storia e l’Archeologia della Magna Grecia e la Fondazione Taranto e la Magna Grecia.
 
Diòniso, il dio del vino e dell’ebbrezza, della divinazione (insieme con Apollo) e del teatro, è il protagonista dell’esposizione che raccoglie reperti provenienti da Taranto, Metaponto, Rutigliano, Ceglie del Campo, Egnazia e Montesannace.
 
La mostra inizia con la presentazione della figura del dio, figlio illegittimo di Zeus, che lo aveva partorito dopo averlo sottratto all’ira della consorte Hera nascondendolo nella propria coscia (è la scena raffigurata nel famoso cratere del Pittore della Nascita di Dioniso).
Vengono poi illustrati tutti gli aspetti legati alla coltivazione della vite, alla produzione del vino e alla sua commercializzazione, attraverso l’esposizione di anfore per il trasporto del vino, monete, crateri, servizi da simposio, ed altre testimonianze sul complesso mondo della vite, del vino, del simposio e dei culti dionisiaci.
Chiude la mostra il cratere del Pittore delle Carnee con la raffigurazione di Dioniso che assiste alla danza estatica di una menade.
 
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Il 25 febbraio il team di Invitalia ha effettuato un sopralluogo nell’ex mattatoio di Borgo Rivera che ospiterà le opere del Museo Nazionale d’Abruzzo. L’Agenzia è stata infatti incaricata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC) e dal Ministrero dello Sviluppo Economico (MiSE) di utilizzare una quota della dotazione finanziaria del “Progetto pilota Poli museali di eccellenza nel Mezzogiorno” per finanziare le opere di allestimento della sede provvisoria del Museo.

I locali dell’ex mattatoio, di proprietà del comune, sono stati concessi in comodato d’uso gratuito per l’intero periodo dei lavori di restauro della sede storica del Museo, il Castello Spagnolo, seriamente danneggiato dal sisma del 6 aprile.

In seguito al sopralluogo, il team di Invitalia ha incontrato a Roma i rappresentanti della Direzione regionale Beni culturali e paesaggistici dell’Abruzzo per discutere delle attività in programma e definire.
 
 

Il 4 marzo è stato inaugurato nei suggestivi ambienti del Carcere Alto di Castel Sant’Elmo Napoli Novecento, un nuovo spazio espositivo dedicato alla pittura, alla scultura e alle sperimentazioni grafiche che hanno caratterizzato la produzione partenopea nel secolo scorso.

Il museo è stato inaugurato con la mostra Napoli Novecento (1910-1980). Per un museo in progress, che raccoglie circa 170 opere realizzate da 90 artisti partenopei, con l’aggiunta anche di alcuni artisti non napoletani che, con ruoli diversi, furono attivi nella città. Il percorso espositivo è articolato in sezioni cronologiche: si parte dal Futurismo, con opere di Marinetti, Cangiullo e Depero, per arrivare al secondo dopoguerra, con il Gruppo Sud, il primo momento di avanguardia a Napoli, fino a Francesco Clemente, Ernesto Tatafiore, Luigi Mainolfi e Giuseppe Maraniello, Nino Longobardi e altri.

Nato da un progetto di Nicola Spinosa – ex soprintendente speciale del Polo museale napoletano –  e curato da Angela Tecce, direttrice del complesso di Castel Sant’Elmo, il museo intende raccontare, attraverso una selezione condotta con metodo storico-critico, quanto realizzato a Napoli nel corso del Novecento nel campo della produzione artistica.

 
 

Entrano nel vivo le operazioni di valorizzazione dei simboli della Magna Grecia, attraverso l’impiego delle tecnologie più innovative. Dopo una pulizia generale della superficie, i Bronzi sono stati infatti sottoposti prima a una TAC e poi a rilevamenti mirati con raggi gamma con l’obiettivo di verificarne lo stato di conservazione.

Le indagini gammagrafiche, durate dall’8 al 13 marzo, permetteranno di valutare l’intervento di restauro più adeguato, che partirà all’inizio di aprile.

Tutte le operazioni di risanamento si terranno nella sala Monteleone di Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale, dove è stata allestita una gigantesca teca trasparente che consentirà al pubblico di seguire il lavoro degli esperti.

Nato da esigenze di natura conservativa, l’intervento rappresenta anche una straordinaria occasione per comprendere più da vicino la storia dei due capolavori. Il team di lavoro proverà a sciogliere alcuni nodi sui quali esperti e appassionati di arte antica dibattono ormai da tempo, dall'origine delle due statue fino al motivo del viaggio che stavano affrontando, quando la nave che le trasportava affondò davanti alle coste calabre.

 
 

A partire da marzo, Pompei ha aperto il suo auditorium al Teatro di San Carlo con un ciclo di balletti e concerti gratuiti riservati agli studenti, per raccontare la musica e la danza ai tempi di Pompei. I prossimi appuntamenti sono  il 9 e 12 marzo con “Gli ottoni del S. Carlo”; il 20 e 23 aprile con “Nel mondo delle Fiabe”; il 13 e 14 maggio, con il coro del Teatro di San Carlo ne “Le lingue d’Europa”. Gli spettacoli sono abbinati ad una visita tematica sul teatro, la musica e la danza in epoca romana.

La frequentazione dei teatri era diffusa tra i giovani pompeiani che si avvicinavano già in tenera età al mondo della musica. Per questo motivo, gli alunni visiteranno i Teatri e l’Anfiteatro ma anche i luoghi legati a momenti della vita quotidiana infantile (la Palestra, la casa del giardino d’Ercole, la casa dei Quadretti teatrali).
 
L’iniziativa rientra nel programma 2010 “Pompei Viva” che ha l’obiettivo di far conoscere, tutelare e valorizzare l’antica città.
 
 

POMPEI VIVA è il programma per l’area archeologica di Pompei per il 2010 che mira a promuovere conoscenza, tutela e valorizzazione di uno dei siti archeologici più straordinari del mondo.

Il programma prevede la realizzazione di cantieri evento che permettono di seguire le scoperte archeologiche “in diretta”. Sono previste inoltre visite multimediali,  una stagione estiva di spettacoli all’interno del restaurato Teatro Grande, passeggiate notturne, percorsi tematici per cicloamatori e per bambini, mostre e anche un “archeroristorante” dove poter degustare sapori campani doc.
 
Il primo cantiere evento di Pompei è costituito dalla Domus dei Casti Amanti. A partire da marzo, sarà poi possibile effettuare  la visita multimediale della Domus di Giulio Polibio.
Tra le novità del 2010, infine, si prevede la possibilità di visitare Pompei in bici: da Piazza Anfiteatro fino a Villa dei Misteri, sarà attivo un percorso ciclabile di circa 4 km che consentirà ai turisti di fermarsi presso aree attrezzate e luoghi che rivelano scorci indimenticabili del Vesuvio e degli Scavi.
 
Per maggiori informazioni:
 
 

Sono 33 le tesi presentate a Invitalia alla chiusura del bando di concorso che assegnerà 4 premi di 5.000 euro ciascuno alle migliori tesi incentrate sui temi della conservazione, valorizzazione e innovazione gestionale dei musei, dei siti archeologici o dei sistemi museali del Mezzogiorno. 

Il concorso, bandito a settembre in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC) e il Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione economica (DPS) del Ministero dello Sviluppo Economico, si inserisce nell’ambito delle attività del Progetto “Poli Museali di Eccellenza nel Mezzogiorno”, che nasce per promuovere e valorizzare le eccellenze museali nel Mezzogiorno quali leve per lo sviluppo territoriale e punta ad individuare per ciascuna regione i musei e le aree archeologiche che, per valore intrinseco, notorietà ed unicità del patrimonio culturale, possano candidarsi a svolgere un ruolo di attrattori turistico-culturali.  

Con la chiusura del bando,  il 31 gennaio 2010, si apre pertanto la fase di valutazione degli elaborati che assegnerà i premi a tesi di laurea, di vecchio e nuovo ordinamento, specializzazione, master o dottorato discusse in tutte le Università italiane nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 e il 31 dicembre 2009.

 
 
 

 

 

 
 
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