MARTA, Dioniso e la sua vigna in esposizione
La vigna di Dioniso. Vite, vino e culti in Magna Grecia. Questo il titolo della mostra archeologica inaugurata il 18 marzo al pianterreno del MARTA, il Museo nazionale archeologico di Taranto.
Nata nell’ambito delle iniziative collegate al XLIX Convegno internazionale di studi sulla Magna Grecia, la mostra è stata organizzata dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia in collaborazione con l’Istituto per la Storia e l’Archeologia della Magna Grecia e la Fondazione Taranto e la Magna Grecia.
Diòniso, il dio del vino e dell’ebbrezza, della divinazione (insieme con Apollo) e del teatro, è il protagonista dell’esposizione che raccoglie reperti provenienti da Taranto, Metaponto, Rutigliano, Ceglie del Campo, Egnazia e Montesannace.
La mostra inizia con la presentazione della figura del dio, figlio illegittimo di Zeus, che lo aveva partorito dopo averlo sottratto all’ira della consorte Hera nascondendolo nella propria coscia (è la scena raffigurata nel famoso cratere del Pittore della Nascita di Dioniso).
Vengono poi illustrati tutti gli aspetti legati alla coltivazione della vite, alla produzione del vino e alla sua commercializzazione, attraverso l’esposizione di anfore per il trasporto del vino, monete, crateri, servizi da simposio, ed altre testimonianze sul complesso mondo della vite, del vino, del simposio e dei culti dionisiaci.
Chiude la mostra il cratere del Pittore delle Carnee con la raffigurazione di Dioniso che assiste alla danza estatica di una menade.
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